Industria 4.0 – introduzione

Da Industria 4.0 a Transizione 4.0

Industria 4.0

Con l’espressione “Industria 4.0” si definisce un modello di produzione e gestione aziendale basato sull’interconnessione tra sistemi fisici e digitali, in cui i macchinari, connessi a Internet, sfruttano le informazioni ricavate dalla rete per realizzare una gestione più flessibile ed efficiente del ciclo produttivo, i robot lavorano fianco a fianco con l’uomo e dall’uomo apprenderanno in modo naturale grazie all’intelligenza artificiale, ed il ciclo produttivo può essere riprodotto in modo virtuale, prima di approntarlo fisicamente in officina, per testarne la resa ed eventualmente potenziarne le performance. Come conseguenza di tutto ciò, la fabbrica diventerà una Smart Factory ovvero saprà approvvigionarsi di energia senza sprechi e al minor costo possibile.

Come nasce il termine Industria 4.0?

L’espressione Industrie 4.0 è stata usata per la prima volta alla Fiera di Hannover nel 2011 in Germania. A ottobre 2012 un gruppo di lavoro dedicato all’Industria 4.0  presentò al governo federale tedesco una serie di raccomandazioni per la sua implementazione. L’8 aprile 2013, all’annuale Fiera di Hannover, fu diffuso il report finale del gruppo di lavoro. Si trattava di un piano industriale che prevedeva investimenti su infrastrutture, scuole, sistemi energetici, enti di ricerca e aziende per ammodernare il sistema produttivo tedesco e riportare la manifattura tedesca ai vertici mondiali rendendola competitiva a livello globale.

In Italia il termine è apparso ufficialmente solo nel 2016, nel documento Piano Nazionale Industria 4.0 2017-2020. Si tratta di un pacchetto di incentivi e strumenti che mira a creare un contesto favorevole per aiutare le aziende italiane a cogliere le opportunità della quarta rivoluzione industriale; essa investe tutti gli aspetti del ciclo di vita delle imprese che vogliono aumentare competitività, offrendo un supporto negli investimenti, nella digitalizzazione dei processi produttivi, nella valorizzazione della produttività dei lavoratori, nella formazione di competenze adeguate e nello sviluppo di nuovi prodotti e processi. Tra le misure adottate ci sono l’Iper Ammortamento, il Super Ammortamento, il Credito d’Imposta in Ricerca e Sviluppo, e un quadro di riferimento semplificato per startup e pmi innovative.

Le nuove tecnologie digitali avranno un impatto profondo nell’ambito di quattro direttrici di sviluppo:

  • la prima riguarda l’utilizzo dei dati, la potenza di calcolo e la connettività, e si declina in big data, open data, Internet of Things, machine-to-machine e cloud computing per la centralizzazione delle informazioni e la loro conservazione. I big data, per contare qualcosa, devono essere analizzati alla ricerca di informazioni di valore che portino a decisioni aziendali migliori e a mosse strategiche di business.
  • La seconda è quella degli analytics: una volta raccolti i dati, bisogna ricavarne valore. Lo studio delle informazioni raccolte permette di elaborare strategie produttive ad hoc e di perfezionare la loro resa man mano che si analizzano i dati offrendo alle imprese un vantaggio enorme in termini di produttività e abbattimento dei costi.
  • La terza direttrice di sviluppo è l’interazione tra uomo e macchina, che coinvolge le interfacce “touch”, sempre più diffuse, e la realtà aumentata.  
  • Infine c’è tutto il settore che si occupa del passaggio dal digitale al “reale” e che comprende la manifattura additiva, la stampa 3D, la robotica, le comunicazioni, le interazioni machine-to-machine e le nuove tecnologie per immagazzinare e utilizzare l’energia in modo mirato, razionalizzando i costi e ottimizzando le prestazioni.

Passaggio da Industria 4.0 a Transizione 4.0

Con le disposizioni inserite nella Legge di bilancio 2020, le agevolazioni per le aziende che investono in innovazione sono cambiate. Addio a iperammortamento e superammortamento, ora ci sono i crediti di imposta. Inizialmente la dotazione prevista per il Piano nel PNRR era di 21,7 miliardi a dicembre 2020, mentre ancora a metà aprile 2021 era 18,8 miliardi di euro. Con il passaggio in Consiglio dei ministri nel weekend del 24 aprile, però, la dotazione è scesa a 13,97 miliardi di euro. Il 27 aprile, il Governo ha reso nota la tabella di ripartizione del Fondo complementare, cioè risorse dello Stato che si aggiungono nel PNRR ai fondi europei di NextGeneration UE: per Transizione 4.0 sono stati previsti altri 4,48 miliardi di euro, per cui la dotazione totale ammonta a 18,45 miliardi di euro.

Incentivi

Il Piano Transizione 4.0 sostituisce i precedenti Impresa 4.0 e Industry 4.0 e rappresenta l’indirizzo di politica industriale dell’Italia.

Consiste in un’unica misura, con aliquote differenti per diverse categorie di beni. Il nuovo credito di imposta previsto dal Piano Transizione 4.0 sostituisce dal 2020 le misure disponibili fino all’anno scorso, tra cui iperammortamento e superammortamento. Nello specifico sono disponibili per gli imprenditori:

In sostituzione dell’iperammortamento sono disponibili : 

Crediti d’imposta sui beni strumentali

In sostituzione del superammortamento, è stata pensata la misura del credito di imposta per beni strumentali al 6% per investire fino a 2 milioni di euro

Prevista anche una misura specifica per i beni immateriali, in particolare i software: credito di imposta al 15% per investimenti con tetto fino a mezzo milione di euro.

Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni materiali 4.0)

  • Per spese inferiori a 2,5 milioni di Euro: nuova aliquota al 50% nel 2021 e 40% nel 2022;
  • Per spese superiori a 2,5 milioni di Euro e fino a 10 mln: nuova aliquota al 30% nel 2021 e 20% nel 2022;
  • Per spese superiori a 10 milioni di Euro e fino a 20 milioni è stato introdotto un nuovo tetto: aliquota al 10% nel 2021 e nel 2022.

Maggiorazione dei tetti e delle aliquote (Beni immateriali 4.0)

  • Incremento dal 15% al 20%;
  • Massimale da 700 mila Euro a 1 milione di Euro.

Requisiti

Per poter accedere agli incentivi occorre rispettare una serie di requisiti e precisamente:

Requisiti obbligatori

Tutti i beni devono essere dotati delle seguenti caratteristiche

  • Controllo per mezzo di CNC (Computer Numerical Control) e/o PLC (Programmable Logic Controller);
  • Interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program ;
  • Integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre macchine del ciclo produttivo;
  • Interfaccia tra uomo e macchina semplice e intuitiva;
  • Rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Requisiti aggiuntivi

Le macchine devono essere dotate di almeno due tra le seguenti caratteristiche per renderle assimilabili e/o integrabili a sistemi cyberfisici 

  • Sistemi di telemanutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;
  • monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;
  • caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo (sistema cyberfisico);
  •  dispositivi, strumentazione e componentistica intelligente per l’integrazione, la sensorizzazione e/o l’interconnessione e il controllo automatico dei processi utilizzati anche nell’ammodernamento o nel revamping dei sistemi di produzione esistenti;
  •  filtri e sistemi di trattamento e recupero di acqua, aria, olio, sostanze chimiche e organiche, polveri con sistemi di segnalazione dell’efficienza filtrante e della presenza di anomalie o sostanze aliene al processo o pericolose, integrate con il sistema;

Cosa si intende per Interconnessione?

L’ Agenzia delle Entrate nel corso dell’evento Telefisco del 2 Febbraio 2019 chiarisce:

«Affinché un bene, coerentemente con quanto stabilito dall’articolo 1, comma 11, della legge di Bilancio 2017, possa essere definito “interconnesso” ai fini dell’ottenimento del beneficio  dell’iperammortamento del 150%, è necessario e sufficiente che:

 1) scambi informazioni con sistemi interni (sistema gestionale, sistemi di pianificazione, sistemi di progettazione e sviluppo del prodotto, monitoraggio e controllo , anche in remoto, delle altre macchine dello stabilimento, ecc.) e/o esterni (clienti, fornitori, partner nella progettazione e sviluppo collaborativo, altri siti di produzione, supply chain, ecc.) per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (esempi: TCP-IP, HTTP, MQTT, ecc.);

2) sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni, mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti (indirizzo IP).»

Il nostro contributo

STUDIO EUROPA Srl, grazie alla pluriennale esperienza nel settore degli impianti e dei processi industriali, può supportarti nella fase di analisi delle esigenze di ammodernamento degli impianti, nella fase di progettazione delle soluzioni tecniche più idonee, nel coordinamento delle attività di integrazione dei nuovi investimenti nel contesto preesistente, determinando le condizioni per il rispetto dei requisiti necessari per l’accesso alle diverse forme di finanziamento previste dal Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0

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