Direttiva Giocattoli 2009/48/CE

Direttiva Giocattoli 2009/48/CE

GdF sequestra giocattoli

La direttiva giocattoli 2009/48/CE, applicata in Italia attraverso il Decreto Legislativo n. 54 del 11 aprile 2011, sostituisce la direttiva 88/378/CEE.

Gli obiettivi peculiari della direttiva giocattoli, entrata in vigore il 18 giugno 2009, sono definire da una parte norme relative alla sicurezza dei giocattoli, in modo tale che quest’ultimi possano essere utilizzati dai bambini in modo sicuro e dall’altra parte norme relative alla libera circolazione nella Comunità, in modo tale da assicurare il buon funzionamento del mercato interno dei giocattoli.

Innanzitutto definiamo l’ambito di applicazione della suddetta direttiva. Quest’ultima infatti si applica per tutti quei prodotti che sono progettati o destinati, in modo esclusivo o meno a essere utilizzati per fine di gioco dai bambini inferiori ai 14 anni.  L’espressione “in modo esclusivo” sta ad indicare che un prodotto, per essere considerato un giocattolo, non per forza deve servire esclusivamente al gioco, ma può avere anche altre funzioni. Ad esempio un portachiavi con un peluche è considerato un giocattolo.

A norma della presente direttiva, all’allegato I vi è un elenco di prodotti non espressamente considerati giocattoli come: decorazioni e addobbi per festività e celebrazioni, prodotti destinati a collezionisti adulti, attrezzature sportive, puzzle oltre i 500 pezzi, ecc…

Un giocattolo per essere immesso sul mercato deve essere conforme ai requisiti essenziali di sicurezza. Ciò significa che un prodotto non può rappresentare un rischio e causare probabili effetti nocivi per la salute, più o meno gravi. Quindi, i giocattoli, comprese le sostanze chimiche che contengono, non devono compromettere la sicurezza o la salute degli utenti quando sono utilizzati in un modo sia conforme alla loro destinazione sia non convenzionale e imprevedibile tipici dei bambini.

È compito dei fabbricanti garantire che essi siano progettati e fabbricati in linea con i requisiti di sicurezza. A tal proposito viene definito “fabbricante” una persona fisica o giuridica che fabbrica un giocattolo, oppure che lo fa fabbricare, e lo commercializza sia all’interno che all’esterno dell’Unione Europea apponendovi il proprio nome o marchio.

Il fabbricante per valutare la sicurezza di un giocattolo, deve analizzare i pericoli che possono scaturire dall’utilizzo del giocattolo e effettuare una stima della potenziale esposizione a tali pericoli.

È obbligo del fabbricante effettuare la valutazione dei pericoli prima che il giocattolo venga immesso sul mercato comunitario. Il fabbricante può, a sua discrezione, far ricorso a strutture esterne specializzate, qualora non abbia i requisiti tecnico-professionali adatti per svolgere tali verifiche pur rimanendo in tutti i casi l’unico responsabile della valutazione dei pericoli.

Per dimostrare la conformità del giocattolo alla normativa, il fabbricante deve valutare tutti i rischi effettivamente presenti sul giocattolo e identificare i requisiti essenziali di sicurezza ad esso applicabili tra quelli contenuti all’interno dell’allegato II della direttiva giocattoli che concernano gli aspetti chimici, fisici meccanici ed elettrici, infiammabilità, igiene e radioattività del prodotto stesso. Una volta esaminati, il fabbricante deve eliminare i rischi relativi in primo luogo alla concezione e costruzione del giocattolo e poi inerenti all’utilizzazione del giocattolo.

Il fabbricante inoltre deve accertarsi che tutte le istruzioni per l’uso del giocattolo siano esaurienti e che richiamino l’attenzione soprattutto per chi sorveglia il bambino, poiché è l’utilizzatore (e in particolar modo chi sorveglia) è responsabile di un uso corretto del giocattolo.

Al termine della valutazione dei requisiti di sicurezza il fabbricatore redige la documentazione tecnica (allegato IV della direttiva) e la dichiarazione CE di conformità (allegato III della direttiva).

Il fabbricante, conclusa la procedura di valutazione del giocattolo, appone la marcatura CE.

Un giocattolo per essere immesso all’interno del mercato comunitario deve essere provvisto di Marcatura CE.

Se un giocattolo è prodotto con componenti marcati CE, il fabbricante parte dal presupposto che quei componenti abbiano le caratteristiche dichiarate dal fornitore. Quindi ne consegue che il fabbricante non deve in alcun modo fare i controlli sui componenti già marcati CE a valle della catena di produzione.

Se un giocattolo invece è prodotto con componenti non marcati CE all’esterno della Comunità Europea, il fabbricante ha l’onere di provare la conformità dei prodotti rispetto ai principi comunitari.

Gli Stati membri presumono la conformità del giocattolo che sono provvisti di marcatura CE. Ciò significa che gli Stati membri non possono limitare l’immissione sul mercato dei giocattoli recanti con la marcatura CE. Soltanto una non conformità sostanziale dimostrata dalle autorità di vigilanza del mercato vince la presunzione di conformità e consente quindi agli stati membri di adottare provvedimenti adeguati.

La marcatura CE è apposta in modo visibile, leggibile e indelebile sul giocattolo, e qualora non fosse possibile, è apposta sull’etichetta o sull’imballaggio.